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Come far rifiorire le orchidee e mantenerle sane tutto l'anno
Le orchidee sono tra le piante più amate e apprezzate dagli appassionati di giardinaggio grazie alla loro eleganza e alle spettacolari fioriture. Molte persone però, dopo aver acquistato una bellissima orchidea in fiore, si trovano davanti allo stesso problema: una volta sfiorita, la pianta sembra non produrre più nuovi steli floreali.
Nella maggior parte dei casi l'orchidea non è morta né malata. Ha semplicemente bisogno delle giuste cure per continuare a svilupparsi e prepararsi alla successiva fioritura.
In questa guida scoprirai come coltivare correttamente le orchidee, come irrigarle, concimarle e quali prodotti utilizzare per mantenerle sane e favorire nuove fioriture.
Le orchidee: piante epifite
Le orchidee più diffuse nelle nostre case, come le Phalaenopsis, sono piante epifite, spesso chiamate impropriamente "parassite".
In natura crescono sui tronchi e sui rami degli alberi utilizzandoli come semplice supporto. Non si nutrono dell'albero ospite ma assorbono acqua e sostanze nutritive dall'umidità presente nell'ambiente attraverso le loro radici aeree.
Per questo motivo le orchidee hanno esigenze molto diverse rispetto alle normali piante coltivate in terriccio.
Perché un'orchidea smette di fiorire?
Dopo la fioritura l'orchidea entra in una fase di riposo vegetativo.
Durante questo periodo concentra le proprie energie nello sviluppo di:
Radici.
Foglie.
Nuovi germogli.
Futuri steli floreali.
Si tratta di un processo del tutto naturale che può durare anche diversi mesi.
Con le giuste cure la pianta tornerà a produrre nuovi fiori.
La luce: il segreto della rifioritura
La luce rappresenta uno dei fattori più importanti per ottenere nuove fioriture.
Molte orchidee crescono bene ma non rifioriscono semplicemente perché ricevono poca luce.
Posizione ideale
Le orchidee preferiscono:
Ambienti molto luminosi.
Luce indiretta.
Finestre esposte a est o ovest.
Stanze ben illuminate.
Attenzione al sole diretto
Il sole diretto nelle ore più calde può provocare:
Scottature fogliari.
Macchie gialle.
Disidratazione.
Come capire se ricevono abbastanza luce
Troppa luce
Foglie giallastre.
Macchie bruciate.
Poca luce
Foglie molto scure.
Assenza di nuovi steli floreali.
Come annaffiare correttamente un'orchidea
Uno degli errori più frequenti è trattare le orchidee come normali piante da appartamento.
Le orchidee non vengono coltivate nel classico terriccio ma in Bark, un substrato composto principalmente da corteccia di pino.
Se si annaffiasse il vaso dall'alto come una normale pianta, gran parte dell'acqua attraverserebbe rapidamente il substrato uscendo dai fori di drenaggio senza permettere alle radici di assorbire l'umidità necessaria.
Per questo motivo il metodo più efficace è l'irrigazione per immersione.
Irrigazione per immersione
Come fare
Riempire un contenitore con acqua a temperatura ambiente.
Immergere completamente il vaso.
Lasciare in ammollo da 2 a 5 minuti.
Estrarre il vaso.
Lasciare scolare accuratamente tutta l'acqua in eccesso.
Riposizionare la pianta nel portavaso.
Questo sistema consente al Bark di assorbire l'acqua necessaria e alle radici di idratarsi correttamente.
Le radici parlano: controllale ogni giorno
Le radici sono il miglior indicatore dello stato di salute dell'orchidea.
Radici verdi
L'orchidea è ancora ben idratata e non necessita di acqua.
Radici grigie o argentee
È il momento di procedere con una nuova immersione.
Controllare quotidianamente le radici permette di evitare sia gli eccessi che le carenze d'acqua.
Poiché il Bark contiene pochissimi nutrienti, la concimazione è fondamentale.
I concimi liquidi rappresentano la soluzione più efficace perché possono essere sciolti direttamente nell'acqua utilizzata per l'irrigazione.
Perché utilizzare un concime liquido?
Assorbimento rapido.
Distribuzione uniforme.
Facilità di utilizzo.
Risultati migliori sulle fioriture.
Frequenza consigliata
Per mantenere l'orchidea sana e favorire nuove fioriture è consigliabile concimare ogni 15 giorni durante tutto l'anno, rispettando sempre le dosi indicate dal produttore.
Molti appassionati commettono errori in questa fase.
Stelo ancora verde
Può continuare a produrre nuove ramificazioni floreali.
È consigliabile mantenerlo.
Stelo completamente secco
Può essere tagliato alla base utilizzando forbici pulite e disinfettate.
Errori da evitare
Annaffiare dall'alto come una normale pianta
Le orchidee preferiscono l'irrigazione per immersione.
Utilizzare terriccio universale
Le radici rischiano di soffocare.
Lasciare acqua stagnante
Può provocare marciumi radicali.
Non controllare le radici
Le radici rappresentano il principale indicatore del fabbisogno idrico.
Dimenticare la concimazione
Il Bark non fornisce nutrienti sufficienti per lunghi periodi.
Esporre la pianta al sole diretto
Può causare scottature fogliari.
Domande frequenti
Ogni quanto devo annaffiare un'orchidea?
Non esiste una frequenza fissa. È consigliabile controllare quotidianamente le radici e intervenire quando diventano grigie o argentee.
Posso utilizzare acqua del rubinetto?
Sì, purché non sia eccessivamente calcarea.
Posso coltivare un'orchidea in casa?
Assolutamente sì. Le Phalaenopsis sono tra le piante più adatte agli ambienti domestici.
Ogni quanto devo concimare?
Generalmente ogni 15 giorni durante tutto l'anno.
Quando devo sostituire il Bark?
Ogni 2-3 anni o quando inizia a degradarsi.
Conclusioni
Le orchidee possono rifiorire ogni anno e regalare splendide soddisfazioni se coltivate nel modo corretto.
Una buona illuminazione, l'irrigazione per immersione, il controllo quotidiano delle radici, l'utilizzo del Bark e una concimazione regolare rappresentano le basi per mantenere la pianta sana e favorire nuove fioriture.
Con poche attenzioni e i prodotti giusti sarà possibile godere a lungo della bellezza di queste straordinarie piante.
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Nel prossimo articolo parleremo di un'altra pianta molto amata dagli appassionati: come coltivare un limone in vaso e ottenere frutti sani, profumati e abbondanti.